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Prototipi mai realizzati e di prova
Dom Ott 30, 2011 12:30 pm Da Fiat Uno - LUCA88SD
Salve ragazzi, voglio aprire questo 3d che ritengo molto bello ed importante!!

che ne dite se ci facciamo una ricerca dei prototipi di casa Fiat e non solo? Postiamo senza fretta le foto e le commentiamo!! senza correre così analizziamo bene tutto che ne dite??? uscirà una cosa molto interessante!!!

inizio con un auto molto particolare!!

Fiat Punto Grama 2













ne avete mai sentito parlare? come vi sembra?

Commenti: 296
Auto dimenticane da anni...
Sab Feb 16, 2019 1:36 pm Da michele131cl
Citazione :


Torna alla luce Giulietta SZ rimasta 'sepolta' per 35 anni

Questa Alfa ritrovata a Torino potrebbe stabilire nuovo record








Davvero particolare, e quasi degna di un romanzo giallo di Camilleri, la storia dell'Alfa Romeo Giulietta SZ anno 1962 che è stata esposta nei giorni scorsi ad Automotoretrò, l'evento torinese dedicato alle auto da collezione, e che è tornata alla luce dopo essere rimasta per 35 anni in un deposito segreto. Il valore dell'auto è davvero importante: lo dimostra il fatto che all'asta giudiziaria in cui la SZ è stata assegnata alla Silvauto, azienda specializzata nella vendita di vetture d'epoca, prima dell'offerta finale (non comunicata) erano stati raggiunti i 505mila euro. A rendere 'preziosa' questa splendida realizzazione di Zagato contribuiscono non solo il limitato numero di esemplari prodotti - solo 217 fra il 1959 e il 1961 - ma l'assoluta originalità della vettura, ritrovata con la plastica ancora sui sedili e con il contachilometri a quota 94mila. Come hanno ricostruito alcuni media, anche attraverso notizie pubblicate su Facebook, la Giulietta SZ era stata acquistata nel 1984 da un meccanico torinese, appassionato di auto d'epoca, che l'aveva collocata in un deposito 'segreto' nella sua villetta di via Candiolo. Per il decesso del proprietario, che non aveva eredi e non aveva fatto testamento, tutte le proprietà sono passate dopo un lungo iter allo Stato che, come previsto dalla legge, sono state messe all'asta. E così - si legge in una dettagliata ricostruzione de La Stampa - nella fase di controllo dei beni, è stata scoperta la splendida Alfa da collezione, perfettamente conservata in un garage sotterraneo a cui si accedeva con un montacarichi (ormai fuori uso) e bloccato anche da un albero cresciuto in questi anni. La storia di questo gioiello storico è poi proseguita con l'asta, con l'acquisto da parte della Silvauto - che correttamente ha deciso di non restaurarla - e con la diffusione virale di questo ritrovamento che sta scatenando l'interesse dei collezionisti di tutto il mondo, tanto che si parla già di trattative che potrebbero far segnare il nuovo record per questo modello Alfa Romeo.




http://www.ansa.it/canale_motori/notizie/attualita/2019/02/15/torna-alla-luce-giulietta-sz-rimasta-sepolta-per-35-anni_78c47f86-b9f8-4829-bef5-ec2a3658d21e.html

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I racconti delle esperienze di Vanny e le auto storiche di amici
Sab Lug 07, 2018 1:22 pm Da vanny turboie®
Come qualcuno già sa ho cominciato a narrare le esperienze fatte a bordo delle auto storiche dei miei amici!  Smile Di recente sto pubblicando i miei racconti su un quotidiano online. Man mano che inserirò gli articoli li posterò anche qui sul forum.

Inizio dalla scorsa estate quando ho provato un Autobianchi A112 Abarth 58hp e una Fiat Uno Turbo D prima serie


https://www.vetticadiamalfionline4.net/Le-esperienze-a-bordo-di-auto-storiche-di-Vanny-Autobianchi-A112-Abarth-58HP.htm

https://www.vetticadiamalfionline4.net/Le-esperienze-a-bordo-di-auto-storiche-di-Vanny-Fiat-Uno-Turbo-Diesel-5p-86.htm

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Fiat 1400
Sab Dic 29, 2018 5:52 pm Da michele131cl
Citazione :



Amarcord, Fiat, Indimenticabili

Fiat 1400: la più americana



La FIAT stava già studiando una berlina di classe medio-superiore di concezione molto innovatrice prima che l’Italia fosse travolta dalla seconda guerra mondiale. Poi tutto si fermò e l’ing. Dante Giacosa, direttore tecnico del settore auto, riprese il tema solo nel dopoguerra, creando quella che fu definita “automobile europea” ma in realtà era la più americana tra le auto italiane.
Oggi il mercato automobilistico italiano è dominato da SUV e monovolume e gli appassionati di auto più giovani non sanno quanto fosse stata faticosa la conquista del “terzo volume”. Infatti, fino alla metà degli anni trenta, le auto italiane avevano carrozzerie che non prestavano particolare attenzione al Cx, avevano il parabrezza piatto, grandi parafanghi non integrati nella carrozzeria e, soprattutto, erano rigidamente a due volumi; solo con la FIAT Ardita – nome in linea con gli slogan del mondo politico di allora – cominciò ad apparire un abbozzo di “baule”. Una prima piccola rivoluzione nel design si ebbe con la 1500 del 1935, con maggiori concessioni all’aerodinamica (la formula era chiamata “stream-line”); questo stesso disegno si estese ad altri modelli e la copertura della ruota di scorta diventò una sorta di terzo volume. Un passo più deciso si ebbe con la 500C Topolino del 1949 e la 1500E dello stesso anno; le loro carrozzerie, però, avevano ancora i parafanghi anteriori ben differenziati.
Sezione trasversale per i motori FIAT 1300/1900, con doppia accensione (il disegno è dell’11 gennaio 1940).
Le sospensioni anteriori a flessibilità variabile, disegnate dall’ing. Dante Giacosa per il progetto 1900; la carreggiata è di 1,38 m ed il disegno è datato 22 settembre 1943.
Le viste esterne del progetto 1900 Esp.II, versione del maggio 1941, simile (a parte il disegno del muso) al prototipo effettivamente costruito. La linea era chiaramente ispirata a quella delle auto americane del 1940.
Le viste esterne del progetto 1900 Esp.II, versione del maggio 1941, simile (a parte il disegno del muso) al prototipo effettivamente costruito. La linea era chiaramente ispirata a quella delle auto americane del 1940.
La sezione longitudinale del cambio progettato nel maggio 1942 per la 1300 Esp.I.
Due differenti versioni del progetto di carrozzeria della FIAT Tipo 101E1 (1300), disegnati tra dicembre 1945 e gennaio 1946.

Negli Stati Uniti, invece, l’evoluzione era stata più rapida: la stampa italiana riportava immagini dei divi di Hollywood con le loro Cadillac disegnate da Franklin Q. Hershey sotto forma di modelli con un grande bagagliaio posteriore (anche se non mancavano i coupé fastback). Per chi allora era in età da sognare un’automobile, il design americano costituiva il principale polo d’attrazione, mentre in Italia giravano per le strade ancora molte 508 Balilla, due volumi con ruota di scorta esterna.
Alla FIAT, quando non soffiavano ancora i venti di guerra (si combatteva in Spagna ma non si pensava che si sarebbe trattato di una sorta di prova generale del ben più esteso conflitto successivo), l’ing. Dante Giacosa assunse la responsabilità del …
[/img(1024px,861px):6f67][/img(1024px,763px):6f67][/img(498px,1024px):6f67][/img(1024px,372px):6f67][/img(1024px,830px):6f67][/img(601px,1024px):6f67]


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Fiat 132
Sab Ott 20, 2018 6:12 pm Da michele131cl
Citazione :

Fiat 132
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
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[th]Fiat 132 [/th][th]Descrizione generale [/th][th]Costruttore [/th][th]Tipo principale [/th][th]Produzione [/th][th]Sostituisce la [/th][th]Sostituita da [/th][th]Esemplari prodotti [/th][th]Altre caratteristiche [/th][th]Dimensioni e massa [/th][th]Lunghezza [/th][th]Larghezza [/th][th]Altezza [/th][th]Passo [/th][th]Massa [/th][th]Altro [/th][th]Altre eredi [/th][th]Stessa famiglia [/th][th]Auto simili [/th]

Una FIAT 132 GLS 1600 2ª serie (1974-1977)
 FIAT
Berlina
dal 1972 al 1981
Fiat 125
Fiat Argenta
Italia : 652.947[1]
Spagna : 108.725[2]
4405 (versione 1800) / 4386 (versione 1600) mm
1640 (versione 1800) / 1631 (versione 1600) mm
1440 mm
2557 mm
da 1090 a 1230 kg
Fiat Croma
SEAT 132
Alfa Romeo Alfetta
Opel Rekord
Peugeot 504
Talbot Simca Solara

La Fiat 132 è una berlina tre volumi 4 porte con motore anteriore longitudinale e trazione posteriore prodotta dalla FIAT a partire dal 1972, che ha sostituito il modello "125" nella gamma aziendale.

Indice




Il contesto


La progettazione di questo modello ha radici nel 1965 (la 125 nacque proprio per ovviare ai tempi lunghi di progettazione di un nuovo pianale e vettura), e l'auto vide la luce inizialmente con due motorizzazioni: la 1600 (1592 cm³, alesaggio x corsa 80 x 79,2 mm, in allestimento normale e Special) con 98 CV a 6000 giri/min, in grado di raggiungere 165 km/h; la 1800 (1756 cm³, alesaggio x corsa 84 x 79,2 mm, nel solo allestimento Special) con 105 CV a 6000 giri/min e velocità massima 170 km/h. La carrozzeria era figlia della moda degli anni settanta, caratterizzata dal frontale con 4 fari anteriori circolari e dalla particolarità, per l'epoca, dei finestrini anteriori privi dei deflettori. La 132 è la prima Fiat assemblata parzialmente dai robot: alcuni elettrosaldatori applicano punti di saldatura alla carrozzeria.
Al motore era accoppiato un cambio a 4 marce (la quinta marcia, "di riposo", era a richiesta), mentre un cambio automatico epicicloidale a tre velocità con convertitore di coppia idraulico era offerto come optional. Le sospensioni ricalcano, seppur con lievi modifiche, lo schema già adottato dalla 125: anteriori a quadrilateri trasversali con bracci oscillanti sovrapposti, molle elicoidali ed ammortizzatori idraulici coassiali a doppio effetto; posteriori ad assale rigido con molle elicoidali ed ammortizzatori idraulici coassiali a doppio effetto (anziché balestre, come la progenitrice) più una coppia di biellette di ancoraggio supplementari. Barra stabilizzatrice sull'anteriore, per controllare il coricamento laterale in curva, migliorando la tenuta di strada alle elevate velocità. Impianto frenante a dischi sulle quattro ruote, con doppio circuito, servofreno e correttore di frenata sul circuito posteriore.
Gli interni della vettura sono appropriati per il segmento che la Fiat voleva andare ad occupare: quello delle berline di classe e rappresentanza. I sedili, ampi e molto comodi, sono realizzati in similpelle o in panno con trattamento antitarme, in pendant con i pannelli delle portiere, ricchi, peraltro, di vistose cromature. Il pavimento è in moquette, mentre il padiglione viene realizzato in materiale sintetico traforato. Il cruscotto presenta inserti in finta radica e racchiude in sé una strumentazione circolare molto completa (Veglia Borletti): tachimetro, contagiri elettronico (optional), indicatori di livello benzina e temperatura dell'acqua, orologio e pressione dell'olio …[/img(260px,203px):f54c]


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Fiat 130
Sab Ott 20, 2018 6:00 pm Da michele131cl
Citazione :

Fiat 130
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
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[th]Fiat 130 [/th][th]Descrizione generale [/th][th]Costruttore [/th][th]Tipo principale [/th][th]Altre versioni [/th][th]Produzione [/th][th]Sostituisce la [/th][th]Esemplari prodotti [/th][th]Altre caratteristiche [/th][th]Dimensioni e massa [/th][th]Lunghezza [/th][th]Larghezza [/th][th]Altezza [/th][th]Massa [/th][th]Altro [/th][th]Progetto [/th][th]Stile [/th][th]Auto simili [/th]
 FIAT
Berlina
Coupé
Familiare
dal 1969 al 1977
Fiat 2300
15.093 berlina
4.491 coupé[1]
4750 mm
1805 mm
1475 mm
oltre 1500 kg
Dante Giacosa
Gian Paolo Boano
per Centro Stile Fiat
Paolo Martin
per Pininfarina (coupé)
BMW 2800
Mercedes 280 S

La Fiat 130 è un'autovettura prodotta e commercializzata dalla FIAT tra il 1969 e il 1977. Il codice di progetto interno della vettura era X1/3.
Equipaggiata con un motore 6 cilindri a V alimentato a benzina, aveva una cilindrata di 2,8 litri successivamente incrementata a 3,2 litri.
La sua commercializzazione terminò dopo 8 anni di produzione, e in totale ne vennero fabbricati meno di 20.000 esemplari, pur considerando tutte le versioni e motorizzazioni[1].

Indice




Il contesto


Data l'ormai evidente obsolescenza di modelli quali la 2300 Lusso, i vertici della FIAT decisero di mettere in cantiere la progettazione di una berlina Gran Turismo, che nelle loro intenzioni avrebbe dovuto essere in grado di diventare una temibile concorrente delle autovetture di pari segmento prodotte da case automobilistiche come la BMW e la Mercedes Benz.
Nonostante i dubbi e le perplessità espresse all'epoca dai progettisti (Dante Giacosa in primis) sull'opportunità di produrre un'automobile non destinata al mercato di massa, da sempre prerogativa "storica" della FIAT, durante la gestazione del modello gli ingegneri studiarono una meccanica raffinata, caratterizzata da particolari soluzioni tecniche, abbinata ad una carrozzeria contraddistinta da una linea decisamente classica, equilibrata, e dall'ampia disponibilità di spazio interno sia anteriore che posteriore, tipica delle "tre volumi" prodotte all'epoca da molte case automobilistiche concorrenti.
La progettazione della berlina iniziò nel 1963.

La vettura


L'ufficio tecnico diretto da Dante Giacosa realizzò un telaio contraddistinto dalla soluzione tecnica della sospensioni a 4 ruote indipendenti, mentre Aurelio Lampredi (ex Ferrari) mise a punto un motore a 6 cilindri a V di 2866 cm³ erogante 140 CV. Comunemente si crede che questo motore sia derivato dal "V6 Dino" della Ferrari, invece un confronto dimostra come tra i due propulsori non ci sia parentela tecnica: sul V6 Dino le bancate formano un angolo di 65°, con camere di combustione emisferiche, valvole inclinate e doppio albero a camme per bancata (successivamente, versione a quattro valvole per cilindro). Sul motore Fiat 130, angolo di 60° tra le bancate, camere di combustione tronco-coniche e valvole in linea mosse direttamente da un albero a camme, inoltre alesaggio notevolmente superiore alla corsa. Effettivamente il motore era frutto di un progetto specifico che considerava lo studio del quattro cilindri della Fiat 128 ingrandito in un rapporto di 2:1 e adattato ad un'architettura V6. L'errore principale di Lampredi furono le valvole in linea e parallele anziché inclinate: se ciò permise di avere delle testate compatte unitamente a un …[/img(260px,195px):9b32]


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Commenti: 5
Fiat 131
Lun Lug 23, 2018 5:57 pm Da michele131cl
Citazione :

Epoca, la Fiat 131



Gli anni '70 non cominciano bene per la Fiat: contestazioni dentro e fuori la fabbrica, scioperi selvaggi e un clima reso incerto dalle vicissitudini politiche...




Introduzione





Gli anni '70 non cominciano bene per la Fiat: contestazioni dentro e fuori la fabbrica, scioperi selvaggi e un clima reso incerto dalle vicissitudini politiche fanno presagire un futuro a tinte fosche. Intanto, anche a causa dei lunghi tempi d’attesa necessari per avere una Fiat, sul nostro mercato crescono le vetture straniere. In più, nell’autunno-inverno ’73-’74, a seguito della guerra arabo-israeliana, arriva anche la crisi energetica che sembra fatta apposta per giustificare le misure “anti-auto” portate avanti dalla politica. Invece di sostenere l’industria dell’auto nazionale (come nello stesso periodo fanno i francesi e i tedeschi) il fisco italiano sembra mettere in atto misure votate a ostacolare quella che, invece di essere considerata una ricchezza per il Paese, viene “spremuta”.Ma il lavoro, malgrado tutto, continua. L’obiettivo della Fiat è quello di trovare una nuova vettura media che sostituisca la valida, ma datata, 124.

Il progetto





Dunque, la gestazione della Fiat 131 Mirafiori (così si chiamerà il nuovo modello), avviene cercando di bilanciare esigenze opposte. Da un lato deve persuadere i nostalgici della brillantezza dei motori bialbero della 124 Special T 1400 e 1600. Dall’altro lato deve adattarsi al ruolo di vettura economica, robusta, di facile manutenzione ma dall’immagine “ricca” e confortevole. E’ la classica coperta corta che non si sa bene da che parte tirare. Invece è chiarissimo che un errore di progettazione sarebbe fatale. Il progetto - avviato prima della crisi energetica - è completato quando la crisi è conclamata e ha costretto a dei cambiamenti “in corsa” come, per esempio, l’ utilizzo dei pacifici motori monoalbero ad aste e bilancieri anziché i brillanti bialbero di derivazione 124 e 132 previsti all’inizio. Ciò significa perdere la sportività che ha caratterizzato la produzione Fiat degli ultimi dieci anni (e che tante soddisfazioni dava nelle competizioni), per privilegiare un diverso approccio all’automobile, più legato al comfort, alla semplicità di manutenzione e al risparmio. Non che la Mirafiori sia asfittica; ma per avere un po’ di brio, specialmente dalla 1300, bisogna tenere “su di giri” il motore con conseguenze negative sul consumo. La 1600 invece, forte di 10 CV in più, si comporta meglio, pur non essendo nemmeno lei un fulmine di guerra. Il telaio da parte sua ha ottime doti di tenuta di strada supportata da un assetto sincero che rende la 131 una vettura stabile e sicura anche sui fondi stradali più insidiosi. Forse la scelta di proseguire lungo questa direzione più economica e parsimoniosa, anziché prestazionale, viene suggerita anche dai limiti di velocità su autostrade e strade statali per fare risparmiare carburante agli italiani. Così i progettisti decidono che per il 1.300 cc bastano 65 CV e che 75 CV sono più che sufficienti anche per la 1.600 cc. Questa scelta genera il rimpianto di qualche CV. Non tanto per la versione da 1,3 litri, quanto per la 1,6. I suoi 75 CV, infatti, le fanno compiere un cospicuo passo indietro nei confronti dell’agile e scattante 124 Special T 1600 (che ne aveva 96) e della stessa berlina di rappresentanza 132-1600, il cui bialbero ne erogava ben 98. La mossa della Fiat, che con questa scelta motoristica dà corpo a una 1600 “alla tedesca” (vale a dire “tranquilla”, da famiglia), si spiega forse nella volontà di non creare una concorrente alla 132. Il rischio di scontentare i clienti più sportivi e affezionati è reale. Per questo si fa di tutto per rendere …


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Commenti: 3
Il passato, le tracce che ci ha lasciato oggi, del mondo automobilistico e non.
Ven Lug 06, 2018 3:27 pm Da Mariano
Apro questo topic che si potrebbe quasi definire ''curioso'' in quanto è fatto principalmente per persone malate di mente (tipo me appunto Laughing) che fanno caso a queste cose.
Vi capita mai di vedere ancora vecchie officine con loghi di marchi scomparsi? O adesivi, targhette, portatarga, di concessionari che non esistono più da anni? A me si, anche se abbastanza raramente, e quelle poche volte che mi capita le immortalo. 
Allora apro questo topic per tutti gli altri mentecatti ( Laughing ) che notano queste cose e che magari vogliano postare i loro ''avvistamenti'' di roba di questo genere. Wink
Io oltre al mondo automobilistico noto anche altri loghi, stemmi, insegne, molto datati non propriamente legati al mondo automobilistico, e mi piacerebbe che questo topic sia aperto anche a questo genere di cose. Smile

E voglio iniziare io, proponendovi questa insegna molto datata, ma ancora perfettamente conservata, di un officina autorizzata Lancia Autobianchi.  Shocked




Ora...a voi. Laughing

Commenti: 5
22 Ottobre 1972 / 22 Ottobre 2012, la Fiat 126 compie 40 anni di storia!!!
Lun Ott 22, 2012 1:21 pm Da Fiat Uno - LUCA88SD
Oggi la Fiat 126 compie 40 anni di storia nel mondo, e ripeto nel MONDO perchè questa vettura come pochi purtroppo sanno è la dimostrazione di un auto Italiana che si trova su tutte le strade, anche le più impensabili.

Ci sono storie di vetture che hanno viaggiato per il mondo, dall'Europa alle Americhe, la ritroviamo nell'Australia, chi dalla Cina è partito in Polonia per acquistarne una ed ha fatto il viaggio in auto esaurendo la garanzia di km solo nel viaggio di rientro, chi da bambino in Italia e nel mondo veniva accompagnato a scuola con l'auto dalla mamma (era la vettura delle donne...ma non solo) , chi ancora oggi come a Cuba la usa come Taxi e chi tra USA e Brasile se la contende come auto da collezione, chi viene da noi e ne acquista una per portarla negli USA (è successo di recente che una ragazza è venuta in Sardegna ed ha fatto questo) e sopratutto grazie a lei per aver motorizzato delle nazioni.

Abbiamo esempi come in Olanda, Slovacchia, Polonia, Germania, Australia, Inghilterra, Francia, Austria, Lituania, Belgio, Bulgaria e tantissimi altri paesi nel mondo hanno club organizzati con vetture magnifiche e sopratutto riescono ad organizzare eventi unici con questa vettura, l'esempio più spettacolare è sicuramente il MWM (Maluch World Meeting).

In tutti i paesi ha i soprannomi diversi, chi la chiama Bambino, Maluch, Piccolo ferro e così via, chi la disprezzava ed ora la rivaluta, chi anche all'epoca la vedeva come una cosa mal fatta ma non sapeva che quella scatoletta avrebbe segnato una pagina di storia che pochi avrebbero saputo, ma solo pian piano tutti avrebbero scoperto.

Un grazie anche a chi costruisce siti e forum su questa vettura, ed ogni giorno mi rendo sempre più conto che sbucano come funghi, grazie a chi le collezione ed a chi le conserva, grazie a chi le modifica e grazie a tutti coloro che ne possiedono una e che tengono con se un pezzo di storia particolare e da scoprire.

La cosa incredibile e che ogni giorno si scoprono nuove cose, chi mi contatta per segnalarmi una mappa delle 126 nel mondo, chi vuole incontrarci a Zvolen per il MWM, chi ci saluta dalla Germania e chi ci contatta dagli USA...insomma ogni giorno tantissime persone si fanno avanti da tutto il mondo condividendo con tutti la passione.

In Italia sino ad ora era snobbata, ma negli ultimi mesi si è presa una bella rivincita, noi patria di questa vettura finalmente la stiamo riscoprendo, e chi con noi ci aiuta e collabora sa che la passione per questa scatoletta è costellata da cose veramente incredibili e sopratutto mondiali.

Grazie 126, per ora sono 40...!!! Sino all'infinito saremo tutti uniti.

Auguri e buon 40°...!!!


ps..è solo il mio piccolo pensiero Wink




Commenti: 24
Ed ecco le auto avute in famiglia
Mer Feb 07, 2018 8:39 pm Da vanny turboie®
Ci sarà molto da leggere mentre saranno un pò meno le foto però metterò qualcuna di modelli similari Laughing 


Riguardo le auto della mia famiglia penso sia tutto cominciato nel 1979 in quanto non appena patentato mio zio decise di acquistare insieme a mio nonno (che smise di guidare auto già nel 70 l’unica sua auto fu una Fiat 600 di inizi anni 60’ blu da allora ha solo guidato un moto guzzi zigolo 110 rosso, la motozappa e dal 77’ a metà anni 90’ circa un trattore agrifull frutteto) una Fiat 127 2p detta bauletto del 72’ Blu con sedili in sky rosso e da quanto detto da mio padre quando la prese lui nell’81 ne migliorò l’impianto stereo cambiò la mascherina con una tuning dell’epoca mise i cerchioni della seconda serie super, faretto di retromarcia vari adesivi e cambiò le frecce anteriori da tutte bianche ad arancio bianco come voleva il codice all’epoca o perché all’epoca piaceva così e il portapacchi installato all’occorrenza. Adesso non sapendo bene il periodo vi dico che nel frattempo ebbe una Fiat 500 D con le porte controvento marcissima con il tachimetro abarth con fondo scala a 200 km\h che usò solo un periodo per spostarsi a lavoro. Nel frattempo insieme a mio zio nell’82-83 presero una Fiat Ritmo 60 CL Verde Kent 4 marce usata del 79 su cui dopo che vendette la 127 passò tutto l’impianto stereo e mise una nuova fonte con doppio din dove nel secondo scompartimento si usava mettere le regolazioni dell’amplificatore. La 500 D fu subito sostituita da una Fiat 128 prima serie verde prato usata anche lei per lavoro solo che poi il fratello più piccolo di mio padre fresco di patente ebbe la felice idea di distruggerla su una mulattiera. Sempre in quel periodo penso intorno all’86 mio zio si sposa e compra una Fiat 131 Super 2500 D dell’82 Azzurra e quindi la Ritmo divenne di mio padre che nel frattempo finisce il militare. Nell’87 il vuoto della Fiat 128 fu colmato addirittura da una più vecchia Fiat 1100 R Beige del 68’ con impianto Gpl installato da mio padre con cui un estate per sfida ci fece un viaggio fino al Vesuvio! Sul finire degli anni ottanta siamo all’88 mio padre dovendo fare molti più km serviva un auto adatta a percorrere più strada senza essere penalizzata a pieno carico e allora vendette la Fiat Ritmo 60cl e prese da un privato un’ Alfa Romeo Giulietta 1.6 Bianca dell’82 a cui in seguito aggiunse un impianto stereo blackpunt a 4 casse e il Gpl sempre installato da lui. Nel frattempo nasco io e la 1100 nel 90’ venne rubata e incendiata e mio padre la sostituì con una Talbot Horizon Grigia Gl usata e sfruttata a più non posso in campagna faceva solo tragitti casa campagna. Mio zio fece lo stesso nell’ultimo periodo massacrando il 131 nei sopraluoghi con la sua azienda metal meccanica e la sostituì con una Lancia Thema 2.4 tds dell’87 per usare con la famiglia e i viaggi di rappresentanza comprò un Daily cassonato Rosso anni 80’ penso e una 127 panorama diesel azzurra unificata per il lavoro. Nel 92 dopo il militare il fratello più piccolo di mio padre torna dal servizio militare e si iscrive all’università e per andarci mia nonna gli compra una Fiat Uno 45sl Blu usata dell’85 a cui mio zio monta l’impianto Gpl e l’impianto stereo della Philips con due casse nelle portiere e nel pianale posteriore e la condivide anche con mia zia patentata da poco. Nel frattempo (i miei primi ricordi risalgono al 92-93) comincio a scorazzare da un auto di famiglia all’altra in speciale modo su Giulietta Talbot e Uno mia madre ci farà pure le guide di scuola guida su di loro in quanto in quel periodo abitavamo dai nonni mi ricordo che sulla Giulietta mio padre ci montò delle foderine in vimini e vari adesivi di caccia sul lunotto mentre la Talbot …

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Auto avute nella famiglia di Renatho
Gio Mar 16, 2017 1:53 pm Da Renatho
Da un po' avevo voglia di aprire una discussione sulle auto avute nella mia famiglia!

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DR Motor company-storia del marchio e modelli presentati e non
Ven Giu 23, 2017 6:24 pm Da Alex147ts
La DR Motor Company viene fondata a Macchia D'Isernia nel 2006 per iniziativa dell'imprenditore Massimo Di Risio con l'obiettivo di importare, assemblare e vendere auto importate dalla Cina stipulando un accordo con la Chery Automobile, la quale offre alcune delle proprie auto che verranno riviste e adattate al mercato Italiano a cura della DR Motor

Le prime due vetture della DR Motor fanno la loro prima apparizione al Motor Show di Bologna del 2006, si tratta di due suv derivati dalla Chery Tiggo: la DR5 e la DR3. I due suv sono in pratica la stessa vettura offerta con due varianti di carrozzeria 3 e 5 porte ( da qui i nomi DR3 e DR5 ). La commercializzazione della DR5 inizierà un anno più tardi, nell'autunno 2007, grazie ad un accordo con i centri commerciali IPER per presentare e vendere le prime vetture, successivamente si sviluppano reti vendita e assistenza dedicate. La DR3, prevista per inizio 2009, non vedrà mai la luce poiché la casa molisana decide di dirigere gli investimenti verso due citycar, decisamente più appetibili e soprattutto in grado di aumentare le vendite. Da qui a fine 2009 nascono le DR1 e DR2 derivate rispettivamente dalle Riich M1 e dalla Chery A1. Al Motor show di Bologna del Dicembre 2010 DR Motor presenta la DR3, totalmente diversa rispetto al modello che doveva arrivare tempo prima, la nuova DR3, derivata dalla Chery Fulwin, è una vettura compatta di segmento B e la commercializzazione era prevista per l'estate 2011. Tuttavia però anche questa volta non vedrà la luce, il modello non entrerà mai a listino. Sempre al Motor show 2010 vengono presentate la DR1 elettrica e la DR citywagon, solo quest'ultima arriverà sul mercato, 3 anni più tardi. A fine 2011 trapela la notizia che DR Motor sembrerebbe interessata a rilevare lo stabilimento ex Fiat di Termini Imerese, tale stabilimento sarebbe servito per produrre 4 nuovi modelli importando le scocche dalla Cina e assemblando il resto in loco, tuttavia causa indebitamenti della società, nel Giugno 2012 viene ufficializzata la notizia della mancata cessione dello stabilimento alla DR Motor. Un anno più tardi, nel Maggio 2013, Massimo Di Risio si vede costretto a dover depositare i libri contabili presso il tribunale di Roma per la richiesta di concordato preventivo. Di fatto la DR Motor rischia la chiusura a causa dei forti debiti. Nonostante ciò, nel Settembre 2013 viene presentato un nuovo modello, la DR Citycross, derivata dalla Chery X1, si tratta di un mini-suv/monovolume con molte componenti comuni alla DR1. Nel frattempo escono di produzione le DR1 e 2, la DR5 invece viene aggiornata prima con un model year ( nel 2011 ) e poi con un restyling ( 2014 ). A inizio 2015 arriva la DR Zero, nuova citycar di casa DR derivata dalla Chery QQ. In occasione del Motor Show 2016 la DR stupisce tutti preparando un rilancio con 4 nuove vetture. La casa Molisana vuole riscattarsi con questi nuovi 4 suv che saranno commercializzati a partire dal 2017. Novità anche la nuova partnership commerciale con la JAC Motor, altro colosso Cinese, con il quale viene sviluppata la nuova DR4 ( derivata dalla JAC S2 II ). Gli altri 3 suv ( DR3, DR evo5 e DR6 ) derivano sempre da vetture Chery ( Tiggo 2, Tiggo 3, Tiggo 5 )

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